Touch of Light

Touch of Light

 

“Touch of Light” nasce da un’uscita fotografica all’interno della Valle del Cerce (Alpi francesi) precisamente sul lago del Cerces. 

Questa location è stata localizzata da Marco Barone, altro fotografo di clickalps, dopo avermela illustrata capimmo entrambi che poteva regalare ottimi scatti, Marco aveva già effettuato un sopralluogo e non c’era stato bisogno di usare tante parole per convincermi a farci un salto.

Partiti nel pomeriggio, dopo circa 150 km in auto, arrivammo sul posto quando ormai era calata la notte, ci sistemammo così per poter riposare.

Intorno alle 4 del mattino suonò la sveglia e, dopo esserci preparati, iniziammo a percorrere il sentiero che conduceva al lago. Durante la camminata ero preoccupato per le condizioni meteo, il cielo appariva a tratti coperto ed erano pochi gli squarci tra le nubi attraverso i quali si poteva vedere il cielo stellato.

Arrivato sul posto l’oscurità della notte stava lasciando spazio alle prime luci dell’alba, dopo aver montato la mia attrezzatura comincia a individuare delle possibili composizioni attendendo che la luce colpisse le montagne.
Quando i primi raggi del sole iniziarono a colpire le vette del Gran Galibier ( Il grosso massiccio che si specchia nel lago) scattai diverse buone foto che comunque non mi convincevano del tutto. Cominciai quindi a passeggiare sulle sponde del lago al fine di trovare buone composizioni. Dopo circa un’ora di scatti la condizione meteo si fece davvero interessante, grandi massicci nuvolosi creavano un’atmosfera molto intensa e allo stesso tempo lasciavano spazio ai raggi del sole che illuminavano il massiccio del Gran Galibier. Mi accorsi che era il momento adatto a scattare, mi spostai dalla sponda sinistra del lago per dirigermi verso la sponda al fondo del lago in modo da aver un composizione pulita ed efficace. Piazzato il treppiede cominciai a scattare qualche foto, mi resi conto che la mia ottica non era sufficiente ad inquadrare tutto ciò che volevo inserire nel mio scatto, decisi quindi di scattare due diverse foto orizzontali che avrei poi unito con photoshop, solitamente inserisco dei primi piani utili a dare profondità allo scatto ma qui non trovai nulla di utile al mio scopo quindi optai per una composizione semplicissima con l’orizzonte a metà fotogramma che esaltasse il riflesso della scena.
Non mi restò che aspettare il momento adatto, le nuvole si muovevano velocemente e molto presto lasciarono filtrare la luce proprio laddove la volevo. Scattai le due foto con velocità per la paura che il momento di luce terminasse e mi rendetti conto che una di questa era storta, avrei quindi voluto scattarne un’altra ma quel particolare momento non si ripresentò più, tornai a casa con quello che avevo.

L’immagine è il risultato di uno stiching di due foto orizzontali, la mia ottica 16mm non era sufficiente ad inquadrare tutto ciò che volevo inserire nello scatto.

Per rendere più efficace la bellezza di un luogo scelgo di fotografarlo con la luce adeguata, studio il paesaggio preventivamente in modo da essere sul posto al momento giusto, in questo caso io pensavo fosse l’alba il momento più appropriato e così ho scelto di fotografare durante il sorgere del sole e nelle immediate fasi successive. Questo mi ha sicuramente aiutato a rendere il messaggio più forte.  Nella fotografia di paesaggio, io penso, sia la condizione meteo e del luogo a fare la vera differenza e qui è stata proprio la presenza di queste bellissime nuvole a rendermi “facile” il lavoro.

 

 

Simone Miotto

La fotografia: tu, il paesaggio e la macchina fotografica, in una parola la libertà. Membro del Team dal 2012.

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