Campagna di sensibilizzazione “Sono bambina, non una sposa”

Campagna di sensibilizzazione “Sono bambina, non una sposa”

Campagna di Sensibilizzazione “Sono Bambina, Non  Una Sposa” 

 a Cura di Giorgia Butera, Alessandra Lucca, Federica Simeoli e Silvia Zeynabou Sampugnaro

 

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 “In occasione della giornata di alto livello sul tema delle spose bambine ed organizzata da Onu Italia, che si terrà il 22 Settembre 2014 a New York, manifestiamo la nostra volontà di promuovere una campagna di sensibilizzazione, da promuovere in ogni contesto possibile, partendo dal sistema scolastico.

Siamo convinte che il sapere diffuso e condiviso, per quanto riguarda la condizione dei diritti umani negati, possa contribuire ad una presa di consapevolezza utile ad un fenomeno di cambiamento”.

 

E’ iniziata così la campagna di sensibilizzazione partita dalla Sicilia e, che si è diffusa rapidamente in vari ambiti.

Ideatrice della campagna è Giorgia Butera. Autrice dello scatto è Alessandra Lucca.

Fanno parte della squadra anche Federica Simeoli, romana e fotoreporter con particolare attenzione all’Africa e Silvia Zeynabou Sampugnaro, di Lentini, Art Curator, Freelance PR & Communication/Marketing Manager. Founding Member of “Carrefour Dakar” Project.

“Sono Bambina, Non Una Sposa”, uscita ufficialmente lunedì 22 Settembre, è stata anticipata da Onu Italia, nella giornata di domenica 21 Settembre 2014 presentando la giornata di alto livello sul tema dei matrimoni precoci e forzati tenutasi a New York il 22 Settembre 2014.

Il Presidente del Senato della Repubblica, Pietro Grasso, ha inviato una lettera di Encomio.

I complimenti sono arrivati dalla Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini.

Il Presidente della Repubblica Italiana, Giorgio Napolitano, ha inviato Lettera di Encomio, apprezzando l’impegno messo in atto, citando le parole del Presidente: “Il suo lavoro e quello delle sue amiche va nella direzione giusta per portare all’attenzione della pubblica opinione questi problemi”.

Il Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, per l’area Diritti Umani ha inviato lettera di apprezzamento, manifestando il loro sostegno ed invitandoci ad un incontro insieme alla Cooperazione e Sviluppo.

La campagna sarà presentata, grazie alla  Segreteria di Presidenza Senato della Repubblica Italiana, giorno 9 Dicembre 2014 a Roma, a Palazzo della Minerva, sede degli Atti Parlamentari.

La campagna di sensibilizzazione ”Sono bambina, non una sposa”  è stata selezionata tra le migliori campagne creative prodotte nell’ambito del no profit tra novembre 2013 e ottobre 2014 ed è candidata, pertanto, a vincere il  Premio San Bernardino che si terrà a Roma il 18 dicembre p.v. all’Università LUMSA di Roma.

Il Premio San Bernardino – giunto quest’anno alla sua XII edizione – nasce grazie a una intuizione del vescovo di Massa Carrara, monsignor Giovanni Santucci, con l’obiettivo di generare una riflessione su come la pubblicità che veicola un messaggio etico possa svolgere una funzione sociale positiva e di impatto.

La campagna è stata presentata giorno 27 Ottobre 2014 ad Augusta, città dove risiede insieme ai genitori la bambina fotografata nel Poster.

La campagna sarà presente all’Expo all’interno dello Spazio Woman.

Siamo già ad una fase di calendarizzazione di incontri all’interno delle scuole italiane, abbiamo preparato sia un documento sia delle slides.

All’estero abbiamo avviato una serie di rapporti, alcuni istituzionali, come con la Costa D’Avorio.

Abbiamo intrapreso una serie di rapporti personali con chi si occupa di cooperazione umanitaria in territori esteri e, si sono resi disponibile ad essere i nostri portavoce all’interno delle scuole dove insegnano. Abbiamo ricevuto adesione da Albania e Kenya.

Il nostro progetto “Sono Bambina, Non Una Sposa”  è approdato al Collegio Femminile Turco di TIRANA (ALBANIA) Mehmet Akif, grazie ad ADA XHEBLATI.

“Carrefour Dakar”, progetto di promozione artistica in Senegal, ci sostiene attivamente.

Abbiamo avuto incontro con Ambasciatore dello Yemen il quale si è reso disponibile a metterci in contatto con realtà del territorio yemenita.

Il manifesto è già stato tradotto in: francese, spagnolo, portoghese, wolof (senegalese), arabo, inglese, tedesco.

Siamo presenti con pagine dedicate  e molto attive nei Social Network: Facebook e Twitter.

Il nostro Team si sta allargando, un giurista esperto di diritto internazionale è entrato a far parte della squadra.

Giorgia Butera: “La campagna nasce in seguito al mio ultimo testo pubblicato, sono sociologa ed attivista sociale. Il testo uscito nel mese di Giugno, dal titolo: “Per quanto mi riguarda, ho fatto la mia scelta” fotografa la condizione della donna in ambito internazionale. In occasione delle varie presentazioni mi sono resa conto che ponevo l’accento sempre più nei confronti delle spose bambine ed aborti selettivi.

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Arriviamo alla campagna. 

Intorno il 15 Settembre realizziamo il manifesto ed, invio un solo comunicato all’Onu. Decidiamo che la campagna dovesse uscire il 22 Settembre, ma il giornale Onu Italia ne anticipa l’uscita, il 21 Settembre, presentando la giornata di alto livello sul tema tenutasi a New York, accendendo i riflettori sui matrimoni precoci e forzati.

Da lì, l’esplosione mediatica, il manifesto è diventato virale in rete. 

Le più Alte Cariche dello Stato, hanno inviato Lettere di Encomio.

Siamo state invitate ad un incontro presso il Ministero degli Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, per l’area Diritti Umani.

Saremo presenti all’Expo all’interno dello Spazio Woman.

Cosa faremo? La campagna è conoscenza del fenomeno, sicchè la diffusione mediatica è sovrana. Intendiamo svolgere su due livelli il nostro operato, sul territorio italiano e quello estero.               Sul territorio italiano, procederemo con incontri pubblici dedicati e non; stiamo calendarizzando incontri nelle scuole. 

Per ciò che concerne l’estero, abbiamo inviato la campagna alla Qatar Foundation, stiamo intraprendo contatti con alcuni rappresentanti di Governo di vari Paesi, ma soprattutto associazioni che operano nei vari territori esteri per diffondere il tutto. 

Una campagna non meramente ideologica, ma concreta nell’azione.

Siamo certe, che far sapere: “Potete dire di No, possa essere l’inizio di un nuovo Mondo”.

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L’Italia è dalla parte delle spose bambine: vittime di una violazione dei diritti umani che ne limita l’istruzione delle giovanissime donne e provoca danni alla loro salute fisica e emotiva.

È una priorità dell’agenda italiana all’Onu, come e’ stato sottolineato dalla Rappresentanza Permanente alle Nazioni Unite nel corso di un evento ad hoc organizzato al Palazzo di Vetro.

L’Italia organizzerà su questo tema un evento di alto livello il prossimo 22 Settembre, a margine dei lavori dell’Assemblea Generale Onu. I matrimoni precoci e spesso forzati trovano profonde radici negli squilibri di potere tra donne e uomini, in stereotipi e leggi che rispecchiano l’idea che la donna debba ricoprire un ruolo sociale e familiare subalterno, regolato da modelli patriarcali, sul consenso al controllo sociale sul corpo e sulle scelte sessuali delle donne.

 

Nel 2013 nei Paesi in via di sviluppo una bambina ogni 3 si sposa prima dei 18 anni, 1 su 9 e costretta a sposarsi addirittura prima dei 15Le bambine prive di istruzione hanno il triplo di probabilità in più di sposarsi prima dei 18 anni rispetto a quelle con livello di istruzione secondario o più alto.

 

Nei 4 Paesi in cui i matrimoni precoci sono più diffusi – Niger, Chad, Bangladesh e Guinea – oltre il 60% delle ragazzine prima dei 18 anni è sposata. Le figlie di madri giovani analfabete hanno la più altra probabilità di abbandonare la scuola, sposarsi giovani e ricadere nella povertà.

Stiamo assistendo a spose bambine dell’età di 8anni.

Circa 70 milioni di donne nel mondo in via di sviluppo (esclusa Cina) tra i 20 e i 24 anni, oltre una su tre, si sono sposate prima dei 18 anni. Se la tendenza attuale proseguirà, entro il 2020, 142 milioni di bambine si sposeranno prima di aver compiuto 18 anni. Parliamo di 14,2 milioni di bambine sposate ogni anno, vale a dire 37.000 ogni giorno

Almeno 50 mila ragazze tra i 15 e i 19 anni muoiono a causa di complicazioni durante la gravidanza e il parto. Inoltre, se una madre ha meno di 18 anni, il rischio che il suo bambino muoia nel primo anno di vita è del 60% più alto di uno nato di una donna che ha superato i 19 anni.

Si calcola che ogni giorno, nei paesi in via di sviluppo, circa 20 mila ragazze sotto i 18 anni partoriscono, ossia 7,3 milioni all’anno. Di queste circa 2 milioni hanno meno di 15 anni. Se si includono tutte le gravidanze, anche quelle che non arrivano al parto, il numero è molto più alto. Perché il corpo di una bambina non è pronto ad affrontare uno sforzo simile. Così, ogni anno muoiono 70 mila adolescenti che per complicanze legate alla gravidanza. E sono 3,2 milioni gli aborti a rischio. Il 95% delle nascite da madri adolescenti si verifica nei paesi in via di sviluppo, dove d’altronde si concentra l’88% di tutta la popolazione adolescente. Ma anche nei paesi cosiddetti sviluppati capita alle ragazze di rimanere incinta: ci sono 680 mila adolescenti madri ogni anno, la metà delle quali negli Stati Uniti.

Il matrimonio forzato è quello in cui una o entrambe le persone coinvolte devono unirsi contro la propria volontà. Secondo l’articolo 16 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, è innanzitutto una violazione dei diritti umani.

Il citato articolo recita: “Il matrimonio potrà essere concluso solo con il libero e pieno consenso dei futuri sposi”.

Il concetto è stato ribadito in sede Onu anche dalla Convenzione per l’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne (CEDAW) e dalla Convenzione sul consenso al matrimonio, l’età minima per il matrimonio e la registrazione dei matrimoni (CCM) adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 7 novembre 1962. Quest’ultima al punto 1 stabilisce: “Non verrà contratto legalmente alcun matrimonio senza il pieno e libero consenso dei partners”.

Giorgia Butera – Palermo, 7 Agosto 1976

 

Laureata in Scienze della Comunicazione – Università degli Studi “Carlo Bo”, di Urbino.

Ambiti di competenza professionale: comunicazione istituzionale, sportiva e di impresa, pubbliche relazioni, produzione audiovisuale, analisi sociale, giornalismo.

Corso di Laurea in Sociologia, indirizzo Comunicazione e Mass Media – Università degli Studi “La Sapienza”, di Roma.

Conoscenza e diffusione della Tecnica Sociale dell’Informazione, di Francesco Fattorello.

Sociologa della Comunicazione.

Scrittrice. Osservatore Partecipante. Producer.

Attivista Sociale.

Umana, Umanitaria ed Umanista.

 Sono molto attenta alle politiche sociali e, di genere. Il mio attivismo sociale è concreto.

Difesa e tutela dei diritti umani sono al centro della mia ideologia.

Il mio lavoro è esattamente la definizione di me stessa, sono avvinta da passione per ciò che svolgo.

Donna di concetto, vittima di ideologie, amante della profondità culturale, sedotta dal tratto delicato, dalla poesia e magia della vita.
Di rigore, ma priva di schemi mentali.
Con il chiodo fisso dell’autorevolezza.

 

Alessandra Lucca   – Augusta,  5 Febbraio 1978

 

Fotografa, Grafic Designer, Web Designer, Interior Designer, Presidente dell’Associazione Culturale Talè, Esperta di comunicazione pubblicitaria.

Studia Architettura a Siracusa e collabora con prestigiosi studi per concorsi internazionali in Estonia, Spagna, Berlino, Roma, Prato e per la progettazione di edilizia pubblica e privata. 

Nel 2007 partecipa alla Biennale di Architettura di Venezia con “Learning from Cities”, un progetto sul Cairo.

Nasce, cresce in Sicilia e si sposta per l’Europa dove struttura un percorso formativo e professionale aperto e multidisciplinare in cui la ricerca creativa orienta metodologie e progettualità. Accanto al lavoro nei vari ambiti della comunicazione visiva, affianca progetti di Art Direction e promuove iniziative culturali volte a valorizzare l’identità locale e a promuovere un livello alto d’espressione artistica su un circuito più ampio come quello nazionale.

Arriva alla fotografia da autodidatta con curiosità e passione, iniziando a guardare il mondo attraverso la yashica a pozzetto del suo papà. Durante il periodo universitario, viaggia con la sua macchina fotografica per catturare l’anima nel volto della gente. Si ispira a Diane Arbus, Eve Arnold ed Edouard Boubat. Mostra una spiccata predilezione per la ritrattistica e lavora soprattutto con i bambini, con i loro occhi, ribaltando le regole canoniche per arrivare a scattare la foto del manifesto Onu 2014 della campagna di sensibilizzazione “Sono bambina, non una sposa”.

 

Federica Simeoli – Roma, 18 Gennaio 1974

“L’ARTE VERA NON E’ QUEL CHE SEMBRA , BENSI’ L’EFFETTO CHE HA SU DI NOI” . (ROY ADZAK) 

Sono nata nel 1974 e fin da piccola l’occhio curioso della bambina che ero , indagava il mondo e ne ‘ depredava ‘le immagini le cui uniche stampe rimanevano impresse nel cuore. Tra adolescenza, divertimenti e delusioni crescevo accanto all’ amore per la fotografia a cui ho legato il mio destino la mia vita … tutta me stessa .

La foto del gorilla dal titolo “occhi quasi umani” scattata in Rwanda ,vinse nel 2009 il concorso National Geographic nella categoria natura dandomi la possibilita’ di frequentare un master di reportage presso la John Kaverdash School di Milano.

Il conseguimento della qualifica di fotoreporter e l’interesse per le tematiche sociali mi hanno spinto a realizzare diversi reportage.

La macchina fotografica e’ diventata un estensione dei miei sensi e mi aiuta a congelare un significato Non ho piu’ bisogno di parole . Sartori diceva l’uomo non comunica piu’ con le parole ma con l’immagine. lo l ho imparato a mie spese ….connobbi l’ Albania e la fierezza degli abitanti di quelle montagne ancora oggi ancorati ad antiche usanze. Rimarra’ per sempre impresso , attraverso l’immagine, il ricordo di un bambino legato troppo stretto fisicamente e metaforicamente. 

L’AFRICA, farmi graffiare dalle stesse sterpaglie mentre principesse guerriere di sei anni usano il macete con la stessa destrezza con la quale le loro coetanee usano i pennarelli. L’ Africa che oggi piu’ che mai e’ casa mia e’ una sinfonia d’immagini , di colori , di contrasti e contraddizioni che mi scorre nelle vene e mi lascia l’odore sulla pelle. Ho colto nelle foto sguardi di bambini, bambini che non hanno mai dimenticato di essere tali anche se tutto intorno a loro cerca di farglielo dimenticare. Ho colto la forza di gente che lavora senza dimenticare di sorridere , per ragioni interne, ragioni che ora scorrono anche dentro di me Non voglio catalogare le mie foto. sono arte? reportage? sono troppo rigide le categorie, le mie foto catturano sguardi, e portano il pensiero, le sensazioni e il vissuto di chi le guarda la’ dove sono state scattate, dove tutto e’ avvenuto. e il loro messaggio? si sviluppa libero dentro quegli sguardi.

 

Silvia Zeynabou Sampugnaro – Lentini, 26 Agosto 1983

Art Curator, Freelance PR & Communication/Marketing Manager (Visual Arts & World Music), Journalist and Bokwa Fitness Instructor. 

Founding Member of “Carrefour Dakar” Project.


Laureata in Lingue Straniere per la Comunicazione internazionale presso l’Università di Catania. Ho sempre avuto passione per la Musica e le Arti visive. La cultura dell’Africa Nord-Occidentale, in particolare quella del Senegal. Da tre anni sono cultrice delle materie ”Storia Sociale dell’Arte” e “Storia dell’Arte contemporanea” presso l’Accademia di Belle Arti di Catania.
Durante gli ultimi anni universitari ho iniziato prima le mie attività di collaborazione e poi direzione artistica, presso diverse gallerie d’arte regionali e nazionali.
Le mie due tesi di Laurea sono rispettivamente arte contemporanea e letteratura nigeriana.
Ho sempre amato scrivere e ho iniziato a indagare le mie potenzialità sviluppandole e prestando la mia voce creativa, critica e di supporto in diversi campi di interesse: Musica, Arti visive, Graffiti/Hip hop culture, Letteratura, Danza, Fitness.
Mi occupo ormai da 3 anni della promozione e diffusione della cultura senegalese in Italia. A Marzo 2013 ho iniziato ufficialmente il mio progetto in Senegal con l’obiettivo di supporto e
e promozione, principalmente in Europa – oltre che in Italia -, della
nuova generazione (18-35anni) di artisti attualmente di base a Dakar.

Riassumendo in termini semplici e diretti, credo che la mia grande dote sia la capacità di far “incontrare” la gente, sederli ad un tavolo comune in una stanza reale o virtuale e permettere loro di entrare in connessione, attraverso ciò che vogliono comunicarsi, non importa il luogo in cui essi si trovino. 

Giorgia Butera

 

Walter Dall'Armellina

Fotografo ClickAlps

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