Pino Loricato del Parco Nazionale del Pollino

Pino Loricato del Parco Nazionale del Pollino

 

A volte dietro uno scatto c’è un intenso lavoro  di ricerca e studio del territorio e della location.  A dimostrazione di questo oggi vi proponiamo sul nostro magazine un articolo del fotografo Clickalps Francesco Russo che ci racconta il dietro le quinte di una sua fotografia che ha per protagonista un Pino Loricato del Parco Nazionale del Pollino 

La Flora è rappresentata da diverse specie arboree inoltre vi sono l’Abete bianco, il Faggio,  diverse specie di Aceri fra cui l’Acero di Lobelius, il Pino  nero, il Tasso , Querce, Castagni, ed alle quote più

elevate e sui pendii  più ripidi è presente il Pino Loricato specie rarissima vivente in Europa. La si può trovare qui, sul Pollino con innumerevoli esemplari e sui Balcani:  questo meraviglioso albero  si adatta agli habitat più ostili, dove altre specie arboree  non sono in grado di sopravvivere.

Ed è stato per lui , solo per lui che il 18.07.2014 decido di partire da Morrovalle in provincia di Macerata per recarmi a Viggianello (PZ) nel cuore del Parco del Pollino dove ad attendermi c’era Vincenzo Attadia (in arte Z’ulio) presentatomi da alcuni amici della zona . Vincenzo Attadia , o più comunemete conosciuto come Z’ulio, è la guida più  rinomata del Pollino, famoso non solo in Italia ma anche in molti paesi d’oltre confine. Infatti moltissimi sono i Turisti che si affidano alla sua esperieza e sopratutto alla sua affidabilità oltre che alla sua ospitalità, anche lo stesso Ente Parco si è avvalso delle sue consulenze in materia, infine è un grandissimo esperto del Pino Loricato

Parlai con Z’ulio  e gli spiegai i miei piani, lui mi osservò incuriosito, sicuramente si chiedeva in quel momento se io fossi pazzo o se avessi abusato dell’ottimo vino da lui stesso offertomi o se peggio ancora fra i funghi da lui raccolti e cucinati gliene fosse sfuggito qualcuno di quelli allucinogeni.

Le mie intenzioni erano quelle di salire su a Serra Crispo e starci tutta la notte, volevo fotografare il Pino Loricato nelle ore più buie, solo alla luce delle stelle…. erano mesi che sognavo quel momento e neanche il tentativo di Z’ulio di persuadermi a non avventurarmi da solo sarebbe servito a molto . L’indomani Z’ulio mi accompagna per un tratto , indicandomi il sentiero che conduceva a Serra Crispo , inutili, durante il tragitto, i suoi tentativi  di farmi cambiare idea, così Z’ulio mi abbandona al miodestino .

La salita è stata arduosissima, un dislivello di 1000 mt che per gente allenata è poca cosa. Per uno come me che convive da anni con la sciatica cronica sono stati i 1000 mt più brutti della mia vita . Arrivo a Serra Crispo con un ritardo notevole sulla tabella di marcia (colpa della sciatica) , il tempo di montare la tenda per la notte e già il sole si  accingeva a tramontare . C’era ancora da salire , il mio campo base era ben lontano ancora dalla meta , la stanchezza e il dolore alla gamba stavano per avere il sopravvento , una vocina dentro di me diceva rinuncia…lascia stare…vai a riposarti. Ma la testardaggine mi ha sempre contraddistinto e anche questa volta ha avuto , grazie a Dio, il sopravvento. Arrivato in cima improvvisamente di fronte ad i miei occhi appaiono centinaia di esemplelari di Pino Loricato.

Credo sia fra gli Alberi più belli che il  Creatore ci abbia regalato. La maestostà del Pino Loricato lascia senza fiato, io stesso sarei stato li’ per  ore ad osservare le sue forme che sembrano essere  scolpite da grandi artisti del Rinascimento.

Ma ad un certo punto il cielo si copre di nuvoloni, non una stella, ero li’ seduto ad osservare, pensavo a tutta la fatica fatta per arrivare fin li …. nel frattempo il giorno aveva ormai lasciato posto alla notte, una notte buia senza luna. Accendo comunque la mia pila e come se niente fosse scelgo degli esemplari di Pino Loricato da immortalare, preparo il cavalletto, l’obbiettivo da utilizzare, lo monto sulla mia Reflex….tutto pronto, mancano solo stelle mi dissi e non feci in tempo a pensarlo che alzando gli occhi al cielo in tutto il suo splendore c’era lei…la Via Lattea .

Dopo un po’, soddisfatto per l’impresa, avevo ottenuto la fotografia del Pino Loricato che volevo, ho ricominciato la discesa verso il campo base. Devo dare atto a Z’ulio che perdersi sul Pollino è molto più semplice di quanto si possa pensare, me la sono cavata grazie all’innato senso di orientamento che il buon Dio mi ha donato. ”Dopo di me” altri fotografi hanno voluto fare la stessa mia esperienza , c’è sicuramente chi si è organizzato meglio  e chi,  al contrario è stato recuperato dal Soccorso Alpino .

Forse non tutti sanno che con i suoi 193.000 ettari è il Parco Nazionale più esteso d’Italia è situato a cavallo fra la Regione Basilicata e Calabria nelle Provincie di Matera, Potenza e Cosenza . Le Vette più rilevanti sono Serra Dolcedorme (2267 m), Monte Pollino(2248m) , Serra del Prete (2181 m), Serra delle Ciavole (2127 m), Serra di Crispo (2053 m) , Cozzo del Pellegrino (1987 m), La Mula (1935 m), Monte Alpi (1900 m), Monte Caramolo (1827 m), La Montea (1825 m), Monte La Caccia (1744 m), Monte Sparviere (1713 m), Timpa Falconara (1656 m), Monte La Spina (1652 m), Timpa di San Lorenzo (1650 m), Monte Palanuda (1632m), Monte Zaccana (1580 m), Monte Cerviero (1450 m) e il Monte Sellaro(1439m).

Questo è il luogo del trekking per eccellenza, grazie però alla varietà dei paesaggi , vi si possono praticare diverse discipline, Infatti è meta, oltre che degli amanti dell’alpinismo anche dI appassionati del torrentismo, del rafting, dello sci di fondo, della speleologia e della mountain bike. La fauna che si trova all’interno del Parco è varia, qui è facile imbattersi in specie ormai estinte in altre zone montuose. Sono presenti l’aquila reale, il picchio nero, il gracchio corallino, il lanario, il capovaccaio, il nibbio reale, il gufo reale, il gufo comune, il corvo imperiale, il falco pellegrino, il driomio, il lupo appenninico, il gatto selvatico, la lontra e il capriolo. Di recente sono stati reintrodotti il grifone e il cervo. Fioriture di orchidee si osservano soprattutto in primavera, insieme a quelle di viole, genziane, campanule e, in estate, il raro giglio rosso, oltre ad innumerevoli specie di piante officinali ed aromatiche, tra le quali predominano le Labiatae, con molteplici specie di menta ed inoltre tutte le varietà di timo, santoreggia, lavanda, issopo, ed altre ancora le cui fioriture esplodono al culmine dell’estate in un delicato accostamento di colori e di sfumature.

Inoltre il Pollino è ricco di frutti di bosco e di specie arboree selvatiche che producono frutti e bacche come le mele selvatiche, i vari orunus, le deliziose fragoline di bosco e i dissetanti lamponi di cui sono disseminati i sentieri Consiglio a tutti i Fotografi di fare un viaggio in questo luogo , ne rimarranno affascinati. A volte prendiamo aerei , navi ….giriamo il mondo convinti che le meraviglie si possano trovare solo allontanandoci dalla nostra terra.  Ma sottovalutiamo che il nostro paese è ricco di altrettanti  invidiabili paesaggi. Per avventurarvi sul Pollino Vi consiglio vivamente di affidarvi a Guide esperte .

Francesco Russo     www.frpix.com

Walter Dall'Armellina

Fotografo ClickAlps

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