Leggere l’istogramma per ottenere la corretta esposizione nella fotografia digitale

Leggere l’istogramma per ottenere la corretta esposizione nella fotografia digitale

 

In quest’articolo il fotografo Clickalps Diego Cuzzolin ci spiega come leggere l’istogramma, strumento di fondamentale importanza per la corretta valutazione dell’esposizione di una fotografia digitale.

Uno dei maggiori vantaggi della fotografia digitale rispetto a quella a pellicola è l’immediata verifica della foto scattata sul display della fotocamera (c’è da chiedersi come facevamo prima…); questo fa sì di poter controllare subito le principali caratteristiche della foto (composizione ed esposizione) e, in caso di dubbio sul risultato finale, ri-tarare i parametri, re-inquadrare e scattare nuovamente. In situazioni difficili, tipo controluce, silhouette, scene ad alto contrasto tutto questo è di sicura comodità!
Tuttavia molte volte il display della macchina fotografica può ingannare, come in certe condizioni di luce o con certi angoli di visione; in queste condizioni la valutazione della corretta esposizione della foto può essere problematica.
La maggior parte delle macchine fotografiche (ormai tutte le reflex e gran parte delle compatte) mettono a disposizione due strumenti indispensabili per una corretta valutazione dell’esposizione: l’istogramma e il controllo delle alte luci.
Saper leggere l’istogramma correttamente è perciò fondamentale: l’istogramma è un grafico che mostra la distribuzione dei toni di una fotografia partendo dai neri (a sinistra), passando per i mezzitoni (al centro) e arrivando alle alte luci (in destra).

 

Un’esposizione ottimale deve presentare una curva dove la gran parte dei toni sia raggruppata nella parte centrale dell’istogramma:

Sass Maor

in quest’immagine si vede come la gran parte dei toni sia al centro; alte luci non ce ne sono, mentre c’è una presenza delle ombre dove non è stato perso nessun dettaglio (la curva infatti inizia in basso a sinistra, ha il suo picco al centro e finisce ben prima del limite destro).

 

Quando l’istogramma è sbilanciato verso sinistra, significa che l’immagine è sottoesposta, per cui c’è una predominanza di toni scuri:


in quest’immagine, oltre all’evidente sottoesposizione, si nota che l’istogramma è “addossato” alla parte sinistra: questo significa che nelle ombre c’è stata una notevole perdita di dettaglio. In questo caso la foto è inutilizzabile.

 

Quando l’istogramma è sbilanciato verso destra, significa che l’immagine è sovraesposta, per cui c’è una predominanza di toni chiari:


in quest’immagine, oltre all’evidente sovraesposizione, si nota che l’istogramma è “addossato” alla parte destra: questo significa che nelle alte luci c’è stata una notevole perdita di dettaglio (in gergo fotografico si dice che le luci sono state “bruciate”). Anche in questo caso la foto è inutilizzabile. Le luci bruciate possono essere anche visualizzate sul display della fotocamera mediante lo strumento di controllo delle alte luci: quando è attivo, le zone dell’immagine che lampeggiano sono bruciate.

 

Potrebbe sembrare non necessario imparare a leggere l’istogramma: invece è una tecnica molto efficace per la valutazione dell’esposizione. Con un po’ di pratica basta un primo sguardo all’istogramma per una corretta esposizione della fotografia.

Vediamo alcuni esempi per chiarire come leggere l’istogramma.

 

Leggere l’istogramma – esempio 1:



In questa foto notturna scattata al Passo di Laurino, nelle Dolomiti di Fassa, si nota che l’istogramma è spostato a sinistra (infatti c’è una predominanza di toni scuri) mentre i picchi più piccoli sulla destra indicano le tonalità più chiare (quelle sul cielo a destra).

 

Leggere l’istogramma - esempio 2:


In questa foto di un sorbo degli uccellatori in ambiente innevato si vede che l’istogramma è spostato sulla destra, c’è infatti una predominanza di toni chiari (la neve e il cielo, indicati dal picco più a destra del grafico); il picco centrale dell’istogramma indica l’albero con le bacche e la staccionata, quello subito a destra i monti sullo sfondo.

 

Leggere l’istogramma - esempio 3:


In questo caso abbiamo una modella su sfondo chiaro: l’istogramma indica chiaramente che lo sfondo è bruciato (il picco a destra) mentre sul resto del fotogramma (la modella) i toni sono distribuiti in modo uniforme. Nella realizzazione di questa foto sono stati puntati due flash sullo sfondo per renderlo così luminoso, le luci bruciate sono state volute e quindi sono accettabili.

 

Leggere l’istogramma - esempio 4:


Questa foto è stata scattata con un particolare obiettivo che accentua la vignettatura e utilizzando un flash per illuminare la modella nella parte centrale. L’istogramma mostra chiaramente una predominanza di toni scuri con una notevole perdita di dettaglio (le zone nere intorno alla modella). Anche in questo caso l’effetto è stato voluto e studiato in fase di scatto.

Leggere l’istogramma - esempio 5


In questa foto di un albero immerso nel Lago di Barcis si nota la presenza di mezzi toni chiari, infatti l’istogramma presenta una curva centrale con leggero spostamento verso destra; nell’immagine non ci sono né ombre profonde né alte luci.

 

Leggere l’istogramma - esempio 6:


Questa foto delle Tofane e delle Cinque Torri presenta un istogramma complesso: il picco sulla sinistra indica i toni scuri (i boschi in basso e a destra) mentre il picco a destra indica i toni chiari (il cielo e le zone illuminate dalla luce del sole). La parte restante del fotogramma presenta toni distribuiti in modo abbastanza uniforme.

 

Leggere l’istogramma - esempio 7:


Questa foto del Lago di Santa Croce al tramonto ha un istogramma spostato sostanzialmente sulla sinistra, infatti presenta una predominanza di toni scuri (le nuvole e le parti in ombra delle montagne con i relativi riflessi). I due picchi sulla parte centrale del grafico indicano le zone luminose delle nuvole e delle montagne, mentre il piccolo picco sulla destra indica la parte luminosa del cielo. La parte addossata sulla sinistra dell’istogramma indica la perdita di dettaglio presente sulle ombre della spiaggetta.

 

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Diego Cuzzolin

Insegnante, appassionato di montagna, alpinismo e fotografia. Fotografo Clickalps dal 2014.
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  • Giacomo Braschi

    Grazie per l’articolo,veramente molto utile!
    a me avevano insegnato che l’importante era prendere l’intera gamma di colori nell’istogramma (ove possibile) anche se la foto non sembrava bella bella migliorava molto in post produzione! (oggi per esempio ho fatto foto sulla neve e per avere l’intera gamma di colori mi son venute foto che sembrano molto sovraesposte