La lunga notte del Sahara

La lunga notte del Sahara


Pochi luoghi sulla Terra sono in grado di farti percepire un autentica sensazione di “solitudine” come i deserti, non nel senso negativo del suo sinonimo di “abbandono”, ma in quello totalmente positivo di quello di “distacco”…distacco dai dogmi rigorosi della nostra cultura, distacco dalle nostre abitudini legate al programmatico scorrere del tempo.

E fra i deserti, indubbiamente l’immensa distesa del deserto del Sahara è una delle immagini più evocative, direi iconica, di quello che è l’essenza di un deserto: tradizioni, storia, cultura … e solitudine.

Il loro fascino oggi è anche dovuto dal fatto che nonostante l’incalzante globalizzazione e la conseguente avanzata dell’”esercito del turismo”, questi luoghi inospitali e impervi difficilmente si lasciano mutare dall’uomo, sebbene ne siano attraversati.

E non c’è metodo migliore per godere di questa libertà senza tempo se non quella di incamminarsi, per giorni, al suo interno accompagnati solo da un dromedario e da una guida berbera, guardare la propria ombra allungarsi ora dopo ora, dormire sotto le stelle nel freddo pungente della notte invernale, e arrampicarsi su una duna prima dell’alba per ammirare il sorgere del sole prima di iniziare tutto da capo.

Un ritmo semplice, scandito oggi come ieri dalle stesse regole che seguivano i commercianti nomadi nel Medioevo percorrendo le vie carovaniere trans-sahariane fino a Timbuctu.

E fu così che la notte di Natale ci ritrovammo, più per successione di eventi che per reale programma, per la prima notte seduti su di un tappeto sulla sabbia, davanti ad un fuoco scoppiettante, a sorseggiare quel “tè nel deserto” come personaggi usciti dal film di Bernardo Bertolucci.

Di quelle notti in tenda ricordo soprattutto la ritmica melodia dei canti berberi, accompagnati da percussioni improvvisate con le stoviglie di plastica, il silenzio totale e avvolgente, spoglio anche del frinire di un grillo e del canto sordo di una civetta, e il fiato che inizia a mancare quando nella soffice luce che precede l’alba ti imponi di raggiungere la cima della duna più alta per ammirare il sorgere del sole all’orizzonte.

Spero che questa galleria possa lasciar traspirare queste sensazioni e magari invogliare qualcuno a ripercorrere queste vie senza tempo, per provare le stesse emozioni.

 

Marco Bottigelli

Viaggiatore e Fotografo, coordinatore del Team ClickAlps

Latest posts by Marco Bottigelli (see all)