La fotografia macro e naturalistica di Federico Zeni, raggiungere la massima qualità in natura

La fotografia macro e naturalistica di Federico Zeni, raggiungere la massima qualità in natura

Ciao Federico, siamo abituati a vedere gruppo  degli scatti di altissimo livello per lo più legati  alla fotografia macro e naturalistica in generale. Per questo siamo curiosi di presentarti ai nostri lettori del magazine. Raccontaci qualcosa di te:

Innanzitutto saluto e ringrazio tutto lo staff di Clickalps che mi da questa opportunità di essere inserito nella rubrica che seguo di continuo e dove ci sono fotografi di altissimo livello, quindi sono onorato di entrarvi pure io! …

Volete sapere qualcosa di me… beh, posso dirvi che sono un fotoamatore, non oso definirmi fotografo, è un nominativo troppo impegnativo, infatti riesco a dedicarmi a questa passione solo nel tempo libero, anch’io come molti altri ho un altro lavoro ma appena ho qualche minuto mi dedico subito alla macchina fotografica che porto sempre con me. Questa profonda passione è nata ormai ben nove anni fa, all’età di venti dove è partita lentamente senza troppe pretese e poi negli ultimi quattro/cinque anni è diventato quasi un impegno vero e proprio, infatti a volte mi arrabbio proprio se magari nel weekend (periodo dedicato completamente alla fotografia) non riesco ad andare a scattare, ma purtroppo a volte bisogna rinunciare per cose ben più importanti. Comunque attualmente esco quasi tutti i fine settimana e devo dire di essere ampiamente soddisfatto. Ovviamente per me la fotografia naturalistica non è tutto, ma è una cosa che occupa un ruolo rilevante e andrò avanti a coltivarla finché potrò.

 

 

Alcuni tuoi scatti ci hanno colpito notevolmente: lo sfocato gestito magistralmente, soggetti sempre nitidissimi, composizioni curate al meglio come riesci a creare sempre foto così?

Questa è una bellissima domanda e si potrebbe rispondere scrivendo pagine e pagine su come riprendere un soggetto (in questo caso in macro) ma vado con ordine partendo dalla nitidezza: intanto anticipo che io sono un patito della massima qualità, per me uno scatto che presenta mosso, micromosso o la messa a fuoco non corretta è da considerarsi sbagliato, a meno che non si cerchi qualche effetto particolare. Credo che per avere una fotografia di massima qualità serva una luce adeguata che ad ogni ripresa cambia e tutte le volte va gestita diversamente. Avere una “bella luce” (come si sente dire di solito) non è sinonimo di “foto bella”, la luce aiuta ma come ho appena detto va gestita e l’esposizione che il fotografo imposta è determinante. Per quanto riguarda la composizione, beh, serve un po’ di fantasia. Personalmente io sono un po’ schematico nel comporre, uso molto la regola dei “terzi” che reputo sacra e solo in pochissimi casi esco dagli schemi, anche se ammetto che a volte è molto divertente farlo. Nella domanda fai riferimento anche allo sfocato: credo che in macro giochi un ruolo fondamentale questo aspetto. Lo sfondo di uno scatto è una particolarità che cerco ancora prima andare alla ricerca del soggetto; adoro gli sfondi di colore uniforme che rendono il soggetto ben evidente, ma nell’ultimo anno mi sto innamorando anche dello sfocato di una lente molto particolare che proprio tu mi hai fatto conoscere che è il Trioplan: il suo effetto pallinato mi fa impazzire! Ovviamente non è per nulla facile gestirlo ma con un po’ di impegno ho notato che il risultato è incredibile e oltretutto si posso realizzare immagini non banali. Ci sarebbero molte altre cose che potrei dire ma mi soffermo su queste che ho appena citato che reputo indispensabili.

 

 

Cosa ti piace della fotografia Macro?

La fotografia macro è quella che preferisco e che padroneggio meglio, non so precisamente il perché ma mi riesce naturale, non ho bisogno di pensare e questo mi semplifica di molto le cose. Questo genere implica alcuni fattori determinanti: il primo sono le alzatacce ad orari improponibili per riprendere insetti ancora addormentati e non tutti sinceramente riescono a fare ciò. Un’altro fattore è la ricerca dei soggetti che spesso e volentieri è difficoltosa; avvistare insetti di cinque millimetri non è per nulla facile, per di più nascosti nell’erba alta o nelle sterpaglie, e oltretutto come difesa personale molte volte sono completamente mimetici. Quest’ultimo fattore è dato anche dal fatto che bisognerebbe documentarsi prima di cercare un determinato soggetto e non andare allo sbaraglio, però ammetto che pure io nella maggior parte dei casi vado senza una precisa idea e quello che trovo, trovo; a meno che stia cercando un determinato soggetto, allora in quel caso la documentazione è fondamentale. Una cosa della fotografia macro che mi piace molto e allo stesso tempo mi fa arrabbiare parecchio è la difficoltà nel riprendere i soggetti che a volte non hanno nessunissima intenzione di starsene fermi e collaborare alla ripresa; ciò compromette molto le cose e parecchie volte bisogna rinunciare. Già, voglio sottolineare il “rinunciare” e non come ho sentito e visto fare da certi pseudo-fotografi che congelano o uccidono l’insetto, è una cosa che detesto e reputo ridicola per realizzare uno scatto, magari alla fine pure scadente. Negli anni ho notato comunque che la fotografia macro è considerata particolare e molto difficile, io posso affermare che non è affatto così, serve un po’ di dedizione e i risultati arrivano.

Quali altri generi e/o soggetti ti piace riprendere?

Beh della fotografia macro e naturalistica sto sperimentando un po’ tutti i campi, tranne quello subacqueo che è veramente  troppo impegnativo e fuori ogni mia possibilità, soprattutto per il poco tempo a disposizione. Per quanto riguarda i soggetti in ogni genere che mi cimento ho dei soggetti che preferisco, ma penso che ogni soggetto se è fotografato come si deve abbia il suo perchè. Comunque se dovessi fare una rapida classifica dei generi di fotografia naturalistica e dei loro soggetti mi esprimerei in questo modo: In macro posso dire che il più bel soggetto che ho ripreso è senza dubbio la farfalla Macaone; nel paesaggio (per ora) mi ha incantato la Val d’Orcia; in avifauna non ho dubbi, il Martin pescatore, e anche se è uno dei soggetti più fotografati al mondo è ogni volta uno spettacolo anche solo osservarlo; per quanto riguarda la fauna non ho molti soggetti da esibire dato il mio scarso elenco di viaggi effettuati, ma posso dire che la Lince europea è il soggetto più bello che per ora ho potuto riprendere. Concludendo con la fotografia notturna posso affermare che la Via Lattea è per ora il più bello spettacolo naturale che io abbia mai visto.


Sei affezionato a qualche soggetto in particolare?

Ricollegandomi a quello che ho appena detto credo che sia il Martin pescatore il soggetto che apprezzo di più, anche se non ho ancora avuto il tempo sufficiente da dedicarci per riprenderlo come si dovrebbe.

 

Solitamente usi il flash? Utilizzi il plamp?

 Il flash direi di no, è un accessorio che uso raramente, preferisco di gran lunga la luce naturale, ma utilizzo comunque illuminatori a luce continua led in macro, li reputo fondamentali per determinate riprese. Per quanto riguarda il Plamp invece assolutamente si, accessorio per la macrofotografia essenziale. Ne utilizzo uno autoscostruito e personalizzato che mi da alcuni vantaggi a volte determinanti.

 

Nelle tue immagini si distingue sempre la limpidezza, la qualità è sempre elevata: quanta  post produzione necessitano?

La post produzione è un’altro argomento molto delicato ma sono felice che tu me l’abbia chiesto perché io la reputo fondamentale, ovviamente senza esagerare e stravolgere l’immagine come parecchie volte vedo fare da molti. Credo che una buona post produzione serva a dare un po’ più di mordente al risultato finale catturando ancora di più l’attenzione di chi guarda. Per quanto riguarda il mio personale processo di lavoro di post produzione non c’è una tempistica precisa, ogni scatto è a sé e implica un determinato intervento. Diciamo che per le semplici macro che escono praticamente già fatte dalla reflex un paio di minuti per intensificare colori e contrasto bastano e avanzano. Il discorso cambia notevolmente per esempio per le notturne dove si scatta a sensibilità elevate provocando un elevato rumore cromatico e allora bisogna intervenire più precisamente sullo scatto e questo a volte porta via parecchio tempo. Ovviamente più si dedica tempo e attenzione in post produzione e più il risultato finale sarà preciso e piacevole.

 

Che attrezzatura utilizzi e con la quale preferisci scattare?

Attualmente utilizzo due reflex di fascia semiprofessionale, una full frame dall’elevata qualità e un secondo modello APS-C come corpo di riserva comunque dalle buone performance. Riguardo alle ottiche preferisco focali fisse, nettamente superiori in definizione d’immagine agli zoom, anche se quest’ultimi a volte fanno la differenza su riprese tagliate per via della loro impareggiabile versatilità. Con le lenti in mio possesso copro un range di focali da 16mm a 600mm che reputo quello ottimale per fare fotografia naturalistica al meglio. Ho parecchi accessori, soprattutto per le riprese macro, che reputo fondamentali come illuminatori led, teste e slitte micrometriche, ecc. Credo che l’attrezzatura adeguata sia importante per raggiungere determinati obiettivi, ma non fondamentale, un ottimo livello lo si può raggiungere anche con molto poco servendosi di molta determinazione e soprattutto passione.

 

Grazie del tuo apporto per il nostro Federico.
 Puoi indicare per i nostri lettori un tuo sito dove possiamo vedere altri tuoi scatti?

Certamente! Potete vedere molti altri miei scatti sul mio sito personale www.federicozeniphoto.com o dalla pagina facebook  dove potrete chiedermi anche l’amicizia.

Un saluto a tutti!!!

[ Fotografie di Federico Zeni, intervista a cura di Walter Dall’Armellina ]

Walter Dall'Armellina

Fotografo ClickAlps

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  • http://www.claudiopia.it Claudio Pia

    Gran gusto e padronanaza delle difficile tecniche, i risultati vengono di conseguenza, bravo!!!