Col di Lana : una notte tra storia e incanto.

Col di Lana : una notte tra storia e incanto.

 

Nel 2015 verrà celebrato il centenario dell’inizio della Grande Guerra: in quest’articolo il fotografo Clickalps Diego Cuzzolin ci accompagna su una delle vette dolomitiche più famose per quanto riguarda i fatti di guerra, il Col di Lana.

Il Col di Lana si trova a nord del paese di Pieve di Livinallongo, nell’alta Valle del Cordevole; è una cima di altezza relativamente modesta (elevazione massima 2452 m) formata da rocce vulcaniche. La sua posizione centrale tra colossi come Marmolada, Sella, Cunturines, Tofane, Pelmo, Civetta fa sì che lo sguardo vaghi stupito tra vette, pareti, ghiacciai e vallate che cambiano colore a ogni ora del giorno: un posto irrinunciabile per un amante delle Dolomiti e perfetto per un fotografo di montagna!
Oltre a questi aspetti, il camminare su questa montagna (come in altri luoghi delle Dolomiti) è sempre accompagnato dal ricordo degli eventi della Prima Guerra Mondiale: qui i duri scontri tra italiani e austriaci hanno provocato circa 8000 morti. L’evento più cruento e famoso è sicuramente l’esplosione della mina che gli italiani sistemarono in una galleria sotto la cima: alle 23,35 circa del 17 aprile 1916 cinque tonnellate di gelatina dinamite brillò facendo esplodere la vetta del Col di Lana, uccidendo circa 150 militari austriaci e consentendo agli italiani di occupare la postazione in cima, abbandonata poi nel 1917 dopo la disfatta di Caporetto. In seguito a questi fatti, il Col di Lana è stato tristemente ribattezzato “Col di Sangue”.
Tutte le cime che compongono il Col di Lana (il Col di Lana propriamente detto, la Cima Sief, il Cappello di Napoleone, il Panettone) sono un vero e proprio museo a cielo aperto, con postazioni, gallerie e trincee visitabili e collegate da un’ottima rete di sentieri che ne permettono la visita con una bellissima escursione di mezza giornata. In cima al Col di Lana è ben visibile il cratere della mina del 1916, dove è stata costruita una chiesetta in ricordo delle 8000 vittime; sono poi presenti una grande croce di vetta, delle croci più piccole, un monumento eretto in onore degli Schutzen Marebbani (sulla Cima Nord Est) e il Bivacco Battaglione Cadore, dove è possibile pernottare.
Consiglio di iniziare l’escursione a pomeriggio inoltrato, partendo dalla località Palla di Pieve di Livinallongo: dopo una prima parte in mezzo al bosco, il panorama si apre verso la grandiosa parete Nord Ovest della Civetta, che ci accompagnerà fino in cima. Nei pressi della cima, le vedute si fanno più ampie, aprendosi verso Lagazuoi e Tofane, Pelmo e il ghiacciaio della Marmolada.

All’arrivo in vetta si è subito invitati a visitare i luoghi storici che questa cima offre; passando accanto al cratere della mina, un brivido inevitabilmente attraversa la schiena… Difficile capire come possano essere accadute simili tragedie in luoghi così belli! Nel mentre le cime circostanti si offrono alla vista in tutta la loro eleganza e imponenza, con i colori che lentamente si scaldano per virare nelle tinte più calde, con tonalità prima arancioni, poi rosso fuoco, poi violacee: l’incanto e la magia di un tramonto dolomitico!

Dopo il tramonto, col sole che sparisce dietro la bastionata del Sella e i colori caldi e vivaci del tramonto che lasciano la scena alle tinte pastello tipiche del crepuscolo, ecco i toni freddi dell’ora blu, dove le montagne assumono una colorazione pallida e le prime stelle fanno la loro apparizione.

Un po’ di attesa che il buio prenda il sopravvento e ci si presenta davanti agli occhi un altro spettacolo, stavolta dato dalle stelle: il cielo limpido e di un blu profondo perfetto per esaltarne la brillantezza, mentre i paesi di fondovalle riscaldano l’atmosfera con le loro luci.

Ci si può ora concedere qualche ora di sonno all’interno del confortevole bivacco, per poi uscire nuovamente prima che albeggi; lo spettacolo cambia ancora, rimanendo comunque grandioso. Nel mio caso, con un quarto di luna a illuminare la scena e la Via Lattea spostata proprio sopra la chiesetta, quasi a voler commemorare anch’essa le anime dei soldati che qui persero la vita. La luce della luna, se presente, ci permette di eseguire qualche bello scatto notturno con un’illuminazione ottimale del primo piano, esaltandone così i particolari.

Dopo un po’ il buio della notte inizia a far posto all’aurora: il cielo comincia a colorarsi dei colori più vari, dal blu all’arancione passando per il viola e il rosso, con le montagne che pian piano prendono colore e le valli che un po’ alla volta spengono le loro luci.

Poco dopo, ecco i primi raggi del sole spuntare da dietro le creste del Cristallo: le cime delle montagne a est si colorano di un bellissimo rosso fuoco, in particolare la cresta sommitale della Marmolada che pare proprio essere la corona della Regina delle Dolomiti. Rapidamente il sole scalda l’aria e l’atmosfera, portando un nuovo giorno in mezzo a tanta immensità.

Quando il sole si impossessato definitivamente del cielo arriva l’ora di scendere, magari andando prima a visitare la Cima Sief per poi chiudere l’anello sotto il Cappello di Napoleone. Il sentiero che porta al Sief attraversa alcune postazioni e trincee risistemate, con una traversata molto suggestiva. Il panorama dal Sief, molto simile a quello del Col di Lana, si apre sulla grande bastionata del Gruppo del Sella, il cui versante Est si staglia in tutta la sua potenza.

Nel ritorno verso Pieve di Livinallongo il sentiero si snoda tagliando in quota l’erboso versante sud-occidentale del Col di Lana, con Pelmo e Civetta che solenni accompagnano il cammino. Un percorso stupendo, in mezzo all’immensità, da gustarsi in piena solitudine al primo mattino!

Arrivando alla macchina, il pensiero vaga ancora tra la bellezza vissuta e il ricordo delle tragedie della Grande Guerra: d’obbligo un ringraziamento, per poter godere di questo incanto in pace e serenità.

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Diego Cuzzolin

Insegnante, appassionato di montagna, alpinismo e fotografia. Fotografo Clickalps dal 2014.
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