Alla ricerca delle bellezze naturali – la fotografia di Alberto Ghizzi Panizza

Alla ricerca delle bellezze naturali – la fotografia di Alberto Ghizzi Panizza

 

Il fotografo ClickAlps Walter Dall’Armellina intervista oggi per noi Alberto Ghizzi Panizza, fotografo professionista riconosciuto come uno dei migliori talenti italiani per la fotografia macro e di paesaggio.

Vincitore di diversi concorsi fotografici, tra cui il primo premio all’Oasis International Photo Constest 2012 nella sezione altri animali, ha pubblicato articoli e foto in importanti siti e riviste di fotografia tra cui Oasis, Vanity Fair, The Guardian online, il Time e molti altri

Ciao Alberto, grazie per aver accettato la nostra richiesta, ti va di parlaci un po’ di te brevemente… Descriviti, cosa fai nella vita, in che zona abiti, che genere di fotografia fai…

Ciao Walter, è un piacere rispondere alle tue domande sapendo che anche tu sei un ottimo fotografo. Io abito a Parma e mi piace fotografare paesaggi e dettagli delle zone in cui vivo ma non solo. Nella vita ho fatto diversi lavori e per ora sono tecnico informatico e fotografo. Ho diversi hobby ma la fotografia è la mia più grande passione. Fin da bambino mi sono divertito a disegnare e dipingere poi con gli anni la fotocamera ha perso il sopravvento alla matite. Ormai sono 17 anni che fotografo e la vera passione mi è scoppiata con l’avvento del digitale. Ricordo benissimo la mia prima fotocamera da 0,3 megapixel che aveva un dettaglio così scarso che riguardando le foto spesso non capivo cosa avessi fotografato.
Appena ne ho la possibilità ed il tempo mi organizzo un viaggio fotografico alla ricerca delle bellezze naturali del nostro pianeta.

Fotografia naturalistica,macro e paesaggio, riesci a muoverti bene in tutti questi campi e a creare sempre scatti unici, come ci riesci?

A dire il vero non ho un genere fotografico preferito, anche se per motivi di tempo la macro ed il paesaggio sono quelli che riesco a fare maggiormente. Nella fotografia mi piace sperimentare e trovare sempre qualcosa di nuovo e da apprendere. Come quando nel 2007 decisi di modificare personalmente una D40 per fare foto all’infrarosso, cosa che faccio tutt’ora con una D90 anch’essa modificata.

Nell’ultimo anno le tue macro dalle damigelle e alle lumachine hanno fatto il giro del mondo, hai ricevuto la  menzione d’onore e Opera segnalata all’ultimo “Oasis International Photo Contest” . Puoi spiegarci come riesci a creare queste immagini?

Non ho una ricetta segreta, ma prendo ispirazione dalla natura. Girando spesso per le golene del Po osservo e sperimento.  Sia le lumachine che le damigelle le ho riprese in queste zone che amo frequentare per rilassarmi. Poi a volte anche per caso nascono questi scatti o per fortuna o per semplice sperimentazione.

A dire il vero avevi vinto anche il concorso del National Geographic Italia 2013, ma poi la foto è stata esclusa…….

Sì in effetti è così ma dopo varie telefonate e chiarimenti con la giuria sono stato escluso perché ritenuta non valida la tecnica del focus stacking che il regolamento non menzionava. Peccato, ma pazienza la foto ha avuto  comunque parecchio successo soprattutto all’estero. Unico rammarico è che se avessi inviato un singolo scatto al posto dell’intera sequenza del FS, come confermato dalla giuria, avrei vinto, anche se l’immagine non sarebbe stata tutta perfettamente a fuoco. Questa è già per me una bella soddisfazione.

Il Focus Stacking è alla portata di tutti? Che attrezzatura serve per poterlo eseguire?

Il FS non è semplicissimo, almeno per realizzarlo bene e serve già una discreta conoscenza della fotografia macro. Questa tecnica può essere usata anche nel paesaggio. Indispensabile è solo l’uso del cavalletto. Molto utile è invece una slitta micrometrica per la macro più spinta in modo da non dover focheggiare con l’ottica ma semplicemente spostando la fotocamera in avanti o indietro.

Oltre alle tue fantastiche macro rimango sempre colpito dai paesaggi che riesci a immortalare, scenari quasi apocalittici dove le nuvole sono un elemento fondamentale dello scatto. Mi sembra quasi un tuo “marchio di fabbrica” o sbaglio?

Sì, mi piace uscire nelle giornate cariche di nuvole e riprendere i cieli cosiddetti “drammatici”. Credo che un bel cielo carico di nubi sia fantastico per valorizzare una foto di paesaggio. Ovviamente amo le giornate di sole, ma se devo fotografare ben vengano i cumulonembi.

Si nota anche una post produzione  per niente banale, quanto è importante per te la fase di scatto e quanto il processo di una foto?

La post produzione è importante, ma è fondamentale partire da uno scatto perfetto. Non mi piace perdere più di un quarto d’ora nella post produzione di un’immagine e non mi sono mai sforzato di “lavorare” una foto scattata male già in partenza.

Mi ricordo anche una tua foto incredibile, che se non sbaglio si aggiudico il secondo posto ad un Contest sul ritratto ambientato del Nikonclub, che ritraeva un gatto e un’anziana signora vicino al fuoco di un’abitazione. Un’immagine che mi emoziono molto, ce ne puoi parlare?

E’ la foto intitolata “Caro gatto… C’era una volta”. Ci sono molto affezionato perché ritrae giusto mia nonna col suo gatto nella casa di campagna. Sia lei che il gatto hanno avuto la pazienza di posare per me un’oretta finché non ho ottenuto le luci “pittoresche” e le espressioni che desideravo. Sono felice che la foto oltre al Nikon Contest sia arrivata prima in altri concorsi nazionali ed abbia ricevuto ottimi piazzamenti anche in concorsi internazionali. Mia nonna ne ha voluta una bella stampa da appendere nella sua camera da letto

Quale attrezzatura prediligi e che programmi usi?

Generalmente utilizzo Nikon e principalmente la D800e, ma utilizzo anche altre corpi e marche. Ultimamente scatto spesso anche l’ottima Fujifilm X-T1 molto meno pesante di una full frame.
Come programmi utilizzo principalmente Nikon Capture NX2 e Photoshop CC. Per i focus stacking utilizzo Helicon Focus.

C’è una  foto o un servizio fotografico a cui sei particolarmente affezionato. Ce lo puoi raccontare?

Una delle foto a cui sono più affezionato è la prima che ho fatto dei riflessi dei fiori nella rugiada. Un dettaglio che mi ha stupito già mentre lo stavo riprendendo e che mi ha dato lo stimolo per addentrarmi nell’interessatissimo mondo della macro spinta.

E dei fotografi a cui ti ispiri?

Non ho dei veri e propri riferimenti, anche se mi piace ammirare sia le opere degli autori più noti sia le immagini che vengono pubblicate sul web sulle più note piattaforme dedicate alla fotografia.
L’unico fotografo che mi ha dato una vera ispirazione è stato Nick Brandt. Proprio guardando i sui libri sull’Africa ho deciso di fare un viaggio in Tanzania in campo tendato per seguire la grande migrazione.

Viaggi o progetti futuri?

Il mio prossimo viaggio sarà in Canada per riprendere gli Orsi Polari.

Perfetto, grazie ancora per la tua disponibilità Alberto! Puoi darci i link del tuo sito e dei tuoi social così che i lettori del nostro magazine possano visionare i tuoi lavori?

Certamente! Il mio sito: www.albertoghizzipanizza.com

Potete contattarmi su Facebook su cui ho anche una pagina che trovate come: Alberto Ghizzi Panizza – Passione Fotografica.

 

Walter Dall'Armellina

Fotografo ClickAlps

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